Coscienza Modificata

Coscienza Modificata

Messaggiodi ciskie » 09/08/2009, 15:05

HO SENTITO PARLARE DI “STATO DI COSCIENZA MODIFICATOâ€, SAPETE SPIEGARMI IN COSA CONSISTE?
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Re: Coscienza Modificata

Messaggiodi alchemio » 09/08/2009, 20:00

**Mi sono accorto che ad ogni respiro miliardi di ioni luminosi inondano i miei polmoni, numerosi e brillanti come un universo di stelle.
Una notte, solo in un bosco, quando scese il buio, cantai alla luna un vecchio blues : parlava di un uomo senza casa, senza lavoro, senza la donna che lo aveva lasciato. Il blues era il suono della sua esistenza.
Poi mi sdraiai e mi addormentai ai piedi di un albero. Quando aprii gli occhi ero disteso, e con le braccia aperte e la schiena abbracciavo l’erba e la terra sotto di me . Osservavo immenso il blu del cielo sopra e attorno a me. Mi sentii poggiare sulla terra, grande e tonda. E mi sentii girare insieme a lei, sospeso nello spazio, lanciato nel silenzio del tempo, fra stelle e pianeti illuminati; e mentre giravo nel cielo nasceva nel mio petto una sottile gioia, leggera come il volo dell'aria. Respiravo e tutto si espandeva dentro e fuori di me. La terra e le mie braccia sino ad abbracciarla tutta. In alto e attorno, la luce e il buio, e le stelle e la luna, e il suono dell'universo : tutti incantati in quell'abbraccio.
E poi respiro, e mi osservo respirare. E con me respira lo splendore dell'universo, con me la poesia e il coraggio dell'esistenza.
Ora sono, mi apro e mi espando sopra la madre terra, lascio entrare dentro di me i pianeti e le stelle, e il padre cielo.

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Re: Coscienza Modificata

Messaggiodi lucazucchi1 » 14/08/2009, 1:40

Vorrei descrivere la mia esperienza, un vissuto, legato al mio percorso di crescita personale che riguarda la risoluzione di un problema che mi trascinavo da sempre, che era quello delle vertigini.
Lo sblocco, è avvenuto durante il seminario "Alchimia del volo", tenuto dal dott. Marco Bizzozero, dove si utilizza una struttura chiamata "Irondelle " la Giostra di Leonardo†(in onore a Leonardo Da Vinci) ideata e creata dallo stesso dott. Bizzozero, composta da due antenne alte 15 metri che sostengono un cavo centrale attraverso il quale si viene agganciati e, utilizzando varie imbragature, si può volare. Chi vola decide il modo (scegliendo l’attrezzo), l’altezza e la velocità desiderate.
Il seminario era composto da varie fasi, a partire dal Chi Kung, indispensabile per il radicamento e la centratura, alla salita delle antenne, fino ad arrivare al volo vero e proprio.
Nel mio caso, la svolta, riguardo alle vertigini, è avvenuta durante la salita sull’antenna.
Dopo la fase preparatoria effettuata con il Chi Kung, ho cominciato ad arrampicarmi sull’antenna, imbragato con una cintura e con i ganci di sicurezza che dovevo man mano spostare durante la salita. Ricordo che a circa 3 metri di altezza ho avuto la crisi; panico, respirazione bloccata e incapacità di movimento, tutto questo somatizzato a livello fisico da una forte tensione nella zona tra il plesso solare e lo stomaco. Tramite le indicazioni di Marco, che assisteva dal basso, ho cercato di mettere a fuoco la situazione provando a lasciare andare la paura, aiutandomi con la respirazione addominale, sbloccando cosi, pian piano la zona del plesso e dello stomaco, ritrovando cosi la centratura. Dopo questo momento di crisi sono riuscito a continuare la salita arrivando intorno ai 7 metri. Una conquista per me, dato che avevo capogiri e paura quando in casa dovevo salire su una semplice scala per cambiare una lampadina. Da momento in cui è avvenuto lo sblocco non ho più avuto problemi legati alle vertigini, oggi salgo tranquillamente lungo i 15 metri dell’antenna, senza nessuna preoccupazione e ciò mi rende orgoglioso, perché dimostra, sostanzialmente a me stesso, di avere superato un mio limite, di essere riuscito ad andare oltre….


Un’altra esperienza che vorrei condividere e che mi è accaduta a distanza di poco più di un anno dal lavoro sulle vertigini, sempre grazie alla “Giostra di Leonardoâ€, è legata in modo più diretto al volo, ed è quello che molti ricercatori definiscono come uno “stato di coscienza modificatoâ€.
Stavamo effettuando delle riprese cinematografiche all’Idroscalo di Milano, relative ai vari modi e tecniche di volo, sfruttando i diversi attrezzi e imbrachi che avevamo a disposizione. Per quanto mi riguarda dovevo effettuare il volo utilizzando “la Cicognaâ€, uno strumento costituito da un cerchio dove il corpo viene sostenuto da tre cinghie trasversali. Il volo avviene sdraiati nella posizione prona con la possibilità di muoversi, durante il volo, abbastanza liberamente. Ho cominciato quindi a volare lentamente e tranquillamente per qualche minuto, durante l’ascesa, ad un certo punto sono stato assalito da una fortissima paura legata all’altezza e ancora di più alla morte. Mi trovavo a circa 7 – 8 metri da terra, quando, improvvisamente, sono stato proiettato in una dimensione completamente diversa. Sono passato da uno stato, che posso definire ordinario, quindi legato al quotidiano dove, certo, c’era la sensazione piacevole del volo, ma comunque ancora legata al controllo, all’aspetto razionale; fino a ritrovarmi, senza sapere come, in una dimensione straordinaria, dove tutto questo non esisteva più. Non esisteva più il controllo, ho sentito la completa fusione con tutto ciò che mi circondava, io ero parte del tutto, non come corpo, che non percepivo più, ma come coscienza espansa al massimo.
Io ero l’albero, io ero il cielo, io ero l’uccello che volava! Forse in quel momento di paura estrema quando mi è sembrato di impazzire, sono riuscito ad abbandonarmi totalmente, lasciandomi andare completamente, riuscendo cosi ad andare oltre quelli che potevano essere i miei limiti, quindi i miei confini conosciuti, entrando in questo “stato di coscienza modificatoâ€, dove l’energia che permeava lo spazio in cui mi trovavo, veniva da me percepita come pace, gioia, benessere e pienezza. Avrei potuto restare cosi per sempre, talmente stavo bene.
Ora non so quanto sia durato tutto questo, forse solo qualche istante, in quello stato il tempo non esiste, ma da quanto mi hanno raccontato, dal basso, una volta ritornato a terra, hanno notato che qualcosa era successo, Marco mi ha chiamato più volte, pensavano non stessi bene. Io ricordo che per tornare alla realtà quotidiana ho utilizzato il suono della voce di Marco che mi arrivava da molto lontano.
E’ stata, in entrambi i casi, sia per le vertigini che per lo stato di coscienza modificata, un’esperienza che porterò con me per tutta la vita. Ho voluto condividere questo mio vissuto perché penso potrebbe risultare utile come testimonianza, per tutte le persone che in qualche modo soffrono di paura dell’altezza, claustrofobia, attacchi di panico, vertigini, per dire che c’è una possibilità per ognuno di noi, se si ha voglia di mettersi in GIOCO, di potere risolvere delle situazioni che in qualche modo ci bloccano. Attraverso il gioco, in questo caso legato al circo e alle tecniche Taoiste tutto diventa più facile e divertente, riuscendo comunque a entrare in profondità, fino a giungere a questo “stato di coscienza modificata†dove, probabilmente, entriamo in contatto con ciò che realmente siamo.
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Re: Coscienza Modificata

Messaggiodi fabrutto » 31/08/2009, 7:32

Per tre giorni consecutivi ho eseguito la corsa tibetana, sedendomi poi ai piedi di un albero in meditazione. Cercherò, per quel che mi è possibile, di condividere le esperienze vissute a seguito di queste pratiche.

Prima meditazione. Il primo pensiero è: “Okay, il Buddha sedendo sotto un albero si è illuminatoâ€. Subentra un filo di ansia da prestazione. Mi metto in ascolto, e tutto ciò che sento è la mia mente che continua a ripetere “Non sento niente, non sento niente, non sento niente, perché non sento niente? Il Buddha si è illuminato e io non sento niente? Ehi, continuo a non sentire niente...†e così via. All'inizio c'è lo sforzo, poi un po' di disperazione, poi la rassegnazione e, dopo dieci, quindici minuti, la resa totale. A quel punto, quando la mente si è stancata di sforzarsi, lamentarsi, disperarsi, sentirsi offesa, allora si zittisce. E mi accorgo che solo da quel momento in poi entro in uno stato di vero ascolto.
Ascolto l'albero, lo seguo, ci espandiamo insieme. Sono grande come lui, guardo il bosco dall'alto. Apro un po' gli occhi. Tutto è come ricoperto da una nebbia bianca, lattiginosa. Porto l'attenzione al Tantien, ci respiro dentro, respiro con esso. Ciò che guardo non ha più l'aspetto del mondo tridimensionale in cui sono solito muovermi, ma sembra più un'immagine proiettata su una superficie liquida. Il respiro, il contrarsi e l'espandersi del mio Tantien fanno contrarre ed espandere questa immagine.
Ad un certo punto, mi vedo. E' come se i miei occhi fossero posizionati in alto, sul tronco dell'albero, a qualche centimetro sopra la mia testa. Mi vedo seduto appoggiato all'albero. Vedo le formiche che camminano sul mio corpo, vedo il sudore sulla mia fronte. In questi attimi (intensi, ma molto brevi) non sento più il calore sul corpo, o il fastidio delle formiche, di fatto non sento più il corpo come “mioâ€, ma percepisco queste cose come semplici “informazioniâ€, con un' attitudine neutra, calma, attenta. Come se stessi osservando un oggetto durante un esperimento in laboratorio.
Alla fine della meditazione sono passati circa 50 minuti.

Seconda meditazione. Dopo i consueti 5 minuti che mi servono per far sfogare, stancare e zittire la mente, cerco di entrare in comunione con l'albero. Provo a praticare l'Orbita Microcosmica, una pratica di cui sono ancora molto inesperto. Forzo il corpo ad assumere una postura che io giudico corretta per eseguire la pratica, ma provo sempre un po' di disagio. L'energia scorre in maniera lenta, difficoltosa. Dopo un po' noto che il mio corpo tende ad assumere un'altra postura, come fosse “guidato†a farlo, ma io subito vado a correggere perché la considero “sbagliataâ€. Continuo così finché, esausto, mi arrendo e lascio che il mio corpo assuma la postura che gli pare. A quel punto, per quanto l'immagine mentale che io avessi del mio corpo fosse storta e poco armoniosa, sento per la prima volta in maniera nitida l'energia scorrere lungo l'Orbita, anche con una certa velocità. Vedo molto nitidamente i blocchi principali lungo l'Orbita (coccige e C7).

Terza meditazione. Provo nuovamente a praticare l'Orbita. Dentro di me, e poi con l'albero. Ancora una volta mi espando con lui, mi innalzo. Ma questa volta non mi fermo e continuo ad espandermi, lentamente. Sono il bosco. Sono la terraferma. Sono gli oceani. Sono il Pianeta. Il Pianeta Terra è il mio Tantien. Respira con esso. Rimango in questo stato per un tempo indefinito. Finché mi risveglio con formiche ovunque, anche nelle mutande. Camminando sulla strada di ritorno, percepisco un silenzio di una qualità diversa, più intensa, e in cui vibra una nota costante, che più tardi provo a riprodurre mentalmente e con la voce (credo sia un Do o un Fa).
fabrutto
 
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