TAO, EQUILIBRISMO e ARTI CIRCENSI

TAO, EQUILIBRISMO e ARTI CIRCENSI

Messaggiodi alchemio » 07/08/2009, 23:30

TAO , EQUILIBRISMO
E ARTI CIRCENSI


Imparare a stare in equilibrio sulla terra
come fa un funambolo nel cielo



Intervista a Marco Bizzozero fondatore della Scuola Nazionale di Teatro e Arte Circense di Milano (http://www.teatrocirco.it), pubblicata sulla Rivista statunitense “Vassel” . Agosto 2000





DOMANDA : Marco, che cosa significa camminare in equilibrio su di un filo ?


Per me significa essere sospeso su di un palcoscenico di pochi centimetri, eseguendo esercizi nel vuoto, accarezzando l’aria, appoggiandoti ad essa.
Avere fiducia nella tua consapevolezza, e su di essa volare nello spazio vuoto. E’ una sensazione di libertà illimitata.


Occorre molta concentrazione ? A cosa pensi ?


Bisogna essere totalmente sul filo : non c’è nessun pensiero . Bisogna diventare ad ogni istante corpo unico con il filo . Ti muovi con dolcezza : la camminata accurata, diritta come la linea tracciata dalla forza del tuo sguardo. Sei attore ed osservatore di quell’equilibrio, e nello stesso tempo, nei momenti di rara immobilità, divieni oggetto di equilibrio: non sei più tu che tieni l’equilibrio, ma una forza misteriosa : tutto diviene immancabilmente perfetto.


E’ possibile l’immobilità su di un filo ? Che cosa si prova ?


La ricerca dell’immobilità è il mistero della danza sul filo : il sapore di un secondo di immobilità assoluta, è una felicità intima. Se nessun pensiero venisse a turbare questo miracolo, ogni breve attimo di immobilità assoluta durerebbe in eterno.


Immagine


Fig. 1





Per fare questa esperienza è indispensabile camminare su di un filo ad una certa altezza ?


Nella mia scuola ho costruito degli attrezzi semplici, che permettono a chiunque di elaborare l’equilibrismo stando a 30-80 cm da terra, senza alcun rischio (FIG :1). I principi e le tecniche sono gli stessi dell’equilibrismo sul filo e del CHI-KUNG.



Qual è il segreto, o il principio cinetico dell’equilibrio del corpo ?



E’ molto semplice : un corpo per stare in equilibrio su di una base d’appoggio (sui piedi, sul filo, sulla testa, sulle mani), deve mantenere la proiezione del suo centro di gravità, all’interno della base d’appoggio stessa. (FIG : 2) . E quindi l’equilibrista deve tenere il suo TAN-TIEN (che corrisponde al centro di gravità) sopra al piede d’appoggio. Quindi deve sviluppare la consapevolezza del proprio TAN-TIEN, e costantemente guidarlo sulla base d’appoggio.








FIG. 2



Nella tua ricerca sei stato funambolo circense, clown, attore di teatro internazionale , e prima ancora sei stato medico nell’Ospedale Policlinico di Milano. Nella tua scuola di Milano, insegni tecniche che integrano le arti circensi al Tai-Chi ed al Chi-Kung , che rapporto c’è fra le Arti marziali, la meditazione, e le Arti Circensi ?

Tutte e tre hanno in comune l’elevazione verso l’alto, chiedono una ricerca costante, e sono nutrite dalla passione. Il corpo dell’artista circense cerca spazi che non appartengono al regno terrestre : ma occorre un lungo training per raggiungere l’abilità necessaria , ed attraverso quella ricerca di elevazione, lo spirito ( come sempre) lo segue. Un funambolo sospeso sul filo, cerca la sua anima ed a volte la trova. L’emozione è alta ma totalmente consapevole.
Come nella meditazione, l’osservatore è attento e presente in ogni istante.
Ci sono molti principi comuni fra le Arti e la meditazione.
Alla ricerca di se stesso su di un filo , l’equilibrista estende la propria consapevolezza : egli organizza tutto il suo corpo (tronco-braccia-gambe) attorno al centro di gravità ; ogni movimento degli arti tiene il centro di gravità sopra alla base di appoggio . Dunque la coscienza si estende nello stesso momento al centro di gravità , al punto di appoggio del piede (filo), e lungo la linea del filo. Il centro di gravità corrisponde al centro energetico (Tan-Tien) sul quale si posa l’osservazione rilassata di chi medita . E’ il centro nel quale si compie l’alchimia degli opposti , l’acqua ed il fuoco (Kan e Li) che dà vita allo spirito immortale. Il Tan-Tien è anche il centro motore e di rotazione nei movimenti del Tai-Chi : è il loro propulsore energetico. Nell’alchimia taoista, come nell’equilibrismo e nel TAI-CHI, gli opposti si sposano nel centro.
Sono arti che sperimentano l’armonia: illuminano dentro di sé lo spazio fra il cuore e lo spirito.

Dunque l’equilibrismo è una vera e propria meditazione. Chiede una assoluta presenza nel Tan-Tien, pena la perdita immediata dell’equilibrio. Qual è la qualità di questa esperienza ?

Ogni movimento ha un centro attorno il quale si organizza ed i centri cinetici sono disposti lungo l’asse centrale del corpo, nel Canale centrale. Il Canale Centrale (FIG : 3) è il luogo privilegiato dell’equilibrismo dove le forze della parte destra e sinistra si bilanciano, lo Yin e lo Yang trovano il punto neutro : l’equilibrio.



FIG. 3






Quà gli opposti si integrano creando un nuovo stato dell’essere : la dualità compie un salto di coscienza, diviene Unità . Quando il praticante entra in questa dimensione incontra la leggerezza dello Spirito, trova la sua vera natura, che é piacere e serenità,
sperimenta l’energia ascensionale (Hun) che lo sorregge e lo mette in comunicazione con le grandi polarità (il cielo e la terra), diviene egli stesso canale di congiunzione, osservatore delle loro nozze alchemiche. Lo stato di coscienza é alto e potente. L’equilibrio é immobilità attiva, passività presente, creatività potenziale assoluta. Esso é assenza d’azione che contiene ogni movimento .In questo stato non si pensa, non ci si propone, non si persegue, non si desidera, né si attende più nulla di definito : non c’è tensione in nessuna direzione : ogni direzione è riportata al suo punto di partenza ed in esso è contenuta. Questo stato , libero da qualsiasi intenzione , libero dall’io, è saturo di pura vigilanza spirituale, è vera presenza dello spirito. Calati nel nostro centro, dove non esiste dualismo, dove il nostro mondo interiore si riunifica , qui, possiamo contemplare l’infinito.
Ma tutto ciò è anche un gioco divertente, una continua sfida, sul filo della propria abilità. I miei allievi sembrano non stancarsi mai : la ricerca della centratura perfetta è affascinante, attrae irresistibilmente.
L’equilibrismo aumenta la nostra fiducia in noi stessi, nella nostra capacità di autosostegno, e nella nostra sensazione di stabilità continuamente affermata. La consapevolezza che la terra ci sostiene diviene più forte e precisa, e con essa aumenta la fiducia nell’esistenza .


Anche il Tai-Chi è il gioco delle polarità. Il simbolo che lo rappresenta è quello dello
YIN e dello YANG.

Il Tai-Chi è un’opera di intelligenza e saggezza del corpo. Nei suoi movimenti le braccia e le gambe si alternano nelle polarità opposte realizzando costantemente un equilibrio di tensioni e di funzioni fra l’avanti e l’indietro, la destra e la sinistra, le gambe ed il bacino sotto, ed il tronco e le braccia sopra. Passando attraverso gli opposti ogni parte del corpo percorre insieme alla sua parte polare, il simbolo dello Yin e dello Yang, che si chiama appunto TAI-CHI. La periferia si bilancia creando il centro al suo centro. Non esiste un centro se non esiste una periferia.

Il Chi-Kung è il padre del Tai-Chi . In esso sono contenute posizioni di equilibrio e di radicamento. La posizione principale è quella dell’albero : praticandola si radica il corpo alla terra e si genera in esso un flusso energetico potente. In questa posizione tutto è all’equilibrio.


Si, la parte posteriore è bilanciata con quella anteriore grazie alla leggera flessione delle gambe, ed al basculamento in avanti del bacino; la parte sinistra e quella destra si trovano all’ equilibrio per l’eguale distribuzione del peso sui piedi, e per la simmetria attiva delle braccia e delle mani : l’orientamento delle dita mette in relazione i meridiani della parte sinistra con quelli della parte destra, creando fra le due mani un campo elettromagnetico che bilancia lo Yin e lo Yang della parte superiore del corpo. L’abbandono alla forza di gravità della terra crea il pieno nella parte inferiore , mentre l’estensione del capo verso il cielo e l’apertura delle scapole crea il vuoto nella parte superiore . Le polarità sono all equilibrio, e ciò permette un uguale flusso di energia nei centri delle piante dei piedi (Yung-Chuan), e quindi dei due reni e nella parte destra e sinistra del cuore; la posizione
dei pollici attiva parimenti i due meridiani dei polmoni, e le due narici si aprono e respirano ugualmente favorendo un ugual flusso di energia nei due emisferi cerebrali. Questo equilibrio energetico, negli organi che si trovano nella parte destra e sinistra del corpo, associato alla potente stimolazione del centro Hui-Yin (perineo), che si trova alla base del Canale Centrale , tende a creare direttamente un flusso di energia in quest’ultimo.
Hui-Yin è il primo livello di coscienza, la radice, dove si raccoglie la memoria e la coscienza biologica, ancestrale. Attivandolo diamo inizio all’evoluzione della coscienza : come ergendoci sulle gambe, iniziamo a vedere dove siamo, chi siamo in rapporto all’ambiente esterno, e dove possiamo andare. E’ il luogo della prima scelta, dell’individuazione, e dell’unità statica che contiene la potenziale dualità del movimento. Questo è il primo passo che ci innalza verso il cielo : l’inizio dell’apertura del canale centrale che ci porterà a divenire canale fra cielo e terra, luogo di incontro delle grandi energie dalle quali nasce la nostra energia creativa.


In questa posizione si sviluppa il radicamento nella terra.
L’equilibrismo su di una gamba sola potenzia oltremodo questo radicamento, in che modo ciò accade ?

Il radicamento è il potere di perforazione energetica del corpo nel suolo. Quanto più un albero ha radici profonde , tanto più ha la forza e l’equilibrio per salire in alto verso il cielo. Il radicamento non solo tiene il corpo dell’albero fisicamente integrato alla terra, ma nutre la sua spinta verso l’alto. Più le radici scavano nelle profondità della terra, più la spinta ascensionale dell’elemento legno, scaturisce dalle viscere della terra.
L’uomo non ha radici fisiche , ma ha il potere di perforare con la propria energia il suolo. Le gambe sono il vettore di questa energia perforante (PO) che è condizionata dalla forza di gravità e dalla massa corporea, e che attraverso il canale Centrale si canalizza nelle gambe . (FIG : 4)


FIG. 4


Il radicamento Ă© alimentato da alcuni fattori :

- La fiducia nel sostegno della terra : la consapevolezza dell’appoggio al suolo, ossia la sensazione di peso e aderenza dei piedi sulla terra, nel totale rilassamento.
- la respirazione : durante l’espirazione, grazie alla discesa della cassa toracica ed all’onda di energia discendente , e grazie alla posizione che il centro di gravità assume, il radicamento aumenta
- la coscienza della integritĂ  del corpo : organizzata in una struttura centralizzata, bilanciata, e di cui ogni segmento, attraverso la connessione con il centro fisico, cade energeticamente nel poligono di appoggio.
- La superficie d’appoggio : essa é inversamente proporzionale al potere energetico di perforazione, e quindi alla profondità alla quale l’energia del corpo umano si addentra nel suolo.

Ciò significa che quando siamo in equilibrio su di una sola gamba, il peso si concentra su di una base d’appoggio più piccola , e ciò apre i canali della gamba d’appoggio, ed aumenta il nostro potere di spinta e penetrazione energetica nella terra. E’ come quando riduciamo la superficie di un tubo in cui passa dell’acqua : ciò aumenta la pressione dell’acqua che esce dal tubo, ed il getto si fa più forte e lungo. (FIG. 5-6) Così aumenta la pressione energetica del nostro corpo nel suolo: e più penetriamo nella terra, più riceviamo da essa una spinta energetica verso l’alto, che apre i canali e pervade con forza il nostro corpo .


FIG. 5-6

Quando teniamo l’equilibrio sulla gamba sinistra, creiamo il pieno nella parte sinistra del corpo ed il vuoto nella parte destra : è il canale di sinistra, a

lato del canale centrale, che si attiva potentemente. (FIG : 7)




FIG. 7


In questa posizione la respirazione viene fatta con la narice sinistra, e ciò stimola l’attivazione dell’emisfero cerebrale destro : questo stesso emisfero viene fortemente stimolato anche dal lavoro controlaterale che la parte sinistra, in particolare la gamba ed il braccio, stanno facendo. Inoltre , essendo la base d’appoggio su di un solo piede (il sinistro), e quindi la sua superficie ridotta di un quarto, la difficoltà dell’equilibrio aumenta. Infatti il baricentro ha pochissime possibilità di movimento, e più facilmente sfugge alla consapevolezza che necessariamente si fa più raffinata, per mantenere la sua proiezione all’interno della base d’appoggio. Le correzioni del disquilibrio sono più frequenti, più rapide e più precise. L’emisfero cerebrale destro viene potentemente attivato poiché in questa situazione, i recettori attivi dell’equilibrio, sono quelli di un solo piede, e quindi le afferenze nervose dell’equilibrio sono quelle che arrivano solo all’emisfero destro: non c’è possibilità di integrazione fra i due emisferi per coordinare il movimento e la postura. Tutto ciò chiede all’emisfero chiamato in causa un eccezionale sviluppo, poiché ha a disposizione pochi dati, ed un minor tempo di elaborazione.

Quando si lavora prima su di una gamba e poi sull’altra si opera nei termini alchemici
del “SOLVE ET COAGULA”. Infatti quando passeremo sulla gamba destra, si verificherà la situazione opposta : ossia avremo il pieno nella parte destra del copro ed il vuoto nella sinistra (con attivazione potente dell’emisfero cerebrale sinistro, flusso nella narice destra e nel polmone destro, apertura del canale laterale destro. Ed infine tornando alla posizione classica dell’albero sui due piedi, attiveremo con un grande flusso energetico il canale centrale, e si avrà un grosso scambio di informazioni fra gli emisferi, nel corpo calloso che li unisce. Questo sarà il momento della pura meditazione Yin, dove tutto è all’equilibrio, gli emisferi cerebrali sono in sincronia, il flusso nei canali delle gambe , delle braccia, ed al centro del corpo, è massimale : ora diveniamo canale fra cielo e terra, per assistere alle loro nozze.

La sincronia fra i due emisferi cerebrali, sembra essere una delle prerogative
dello stato meditativo : uno stato in cui il cervello è all’erta, vigile, ed allo stesso
tempo consuma pochissima energia e glucosio. Quali altri strumenti di attivazione
sinergica degli emisferi ci offrono le arti circensi ?

Nella mia Scuola una delle arti più divertenti e magiche è la giocoleria. Il gioco interattivo fra mani e occhi , porta alla sinergia i due emisferi cerebrali, e chi giongla si trova in uno spazio di non pensiero e di piacere stimolato dalla meraviglia dei colori e delle parabole che le palline compiono nello spazio, dove pare annullarsi la forza di gravità. E’ possibile associare ai lanci delle braccia, dei movimenti opposti e bilanciati fatti con le gambe, realizzando una situazione di equilibrio ed integrazione simile a quella del Tai-Chi . Esistono poche meditazioni così divertenti e capaci di annullare il pensiero per tempi così lunghi.

Marco Bizzozero
alchemio
 
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Iscritto il: 19/07/2009, 22:51

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